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    SEQUELA CHRISTI, CONDIVIDERE
    LA SUA VITA E IL SUO AMORE


    SEQUELA CHRISTI, CONDIVIDERE LA SUA VITA E IL SUO AMORE                                                               

    Cari amici del Giardino del Signore, Pace a voi! 

    Il pensiero di questo mese si collega con quanto pubblicato alla fine dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ci ritroviamo ora in un nuovo anno, ma anche liturgicamente la Chiesa ci fa partecipare a un tempo nuovo. Siamo ora, dopo il Natale, al tempo Ordinario, chiamato anche tempo del Discepolato.

    Essere nel tempo del Discepolato vuol dire vivere il tempo della “Sequela Christi”, di seguire i passi di Gesù ascoltando la sua parola e imitando il suo stesso comportamento; significa che noi battezzati testimoniamo, con la nostra condotta, che siamo di Cristo perché adottiamo i suoi criteri, atteggiamenti e sentimenti, un cammino che ci conforma più al Cristo.

    Come il Battista e gli altri discepoli, anche noi siamo chiamati a indicare la presenza di Gesù agli altri, consapevoli però che, prima di dare testimonianza all’esterno (ad extra), siamo invitati a fare esperienza di una scoperta interiore (ab intra) della realtà di Cristo. Solo avendo un rapporto molto intimo con Lui, cioè stando con Lui, potremo annunciare: Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo; Gesù è l’eletto di Dio, il Figlio di Dio (Gv, 1,29-34; cfr. Is 49, 3ss) e con grande gioia dire: “Abbiamo trovato il Messia... Gesù di Nazareth” (Gv 1, 45).

    Fratelli e sorelle, sforziamoci di vedere Gesù con occhi nuovi e in un rapporto fiducioso, seguiamoLo senza riserve. È questo il compromesso della Sequela Christi, ovvero condividere la sua vita e il suo amore. Noi suoi discepoli, anzitutto, lo facciamo seguendo il suo esempio e rispondendo alla sua chiamata di restare e vegliare con Lui (cfr. Mt 16, 38; Mc 14, 34).

    Restare e vegliare con Lui, significa che Gesù non ci vuole discepoli sonnolenti, in quanto ciò intorpidisce l’anima davanti al potere del male nel mondo. Gesù ci invita ancora a uscire con Lui e a pregare nella notte; vuole che ci prendiamo cura del giardino del nostro cuore e del cuore di ogni uomo e donna amati dal Signore, una missione che prevede di portare con Lui tutte le nostre sofferenze e le speranze, le quali vengono trasformate in preghiera.

    Sant’Ignazio di Antiochia, che ci aiuta al compromesso con questo impegno quotidiano e al pregare insieme con tutta la comunità dei credenti, afferma: “Procurate di riunirvi più frequentemente per il rendimento di grazie e per la lode a Dio. Quando vi radunate spesso, le forze di Satana sono annientate e il male da lui prodotto viene distrutto nella concordia della vostra fede. Nulla è più prezioso della pace, che disarma ogni nemico terrestre e spirituale” (Lettera agli Efesini). In sintonia con tutta la Chiesa e le intenzioni del Santo Padre Leone XIV, la nostra preghiera sia anche “per la piena unità visibile di tutti i cristiani... impegno che venga accompagnato coerentemente con quello per la pace e la giustizia nel mondo” (Angelus, 18 Gennaio 2026).

    Chiediamo pertanto l’intercessione di Maria Santissima, affinché la presenza della Luce di Cristo, testimoniata dai suoi discepoli, resti sempre nel mondo per rischiarare la notte dell’umanità. Per Cristo, con Cristo e in Cristo sia portata tutta l’umanità verso l’alto, verso Dio.

    Siate benedetti dal Giardino del Signore.

    Hora Sancta

    Siamo i figli di Francesco, custodiamo per volere di Dio uno dei luoghi più cari a Gesù:
    il giardino chiamato Getsemani

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